Il Vangelo di  Pasolini


Il Vangelo di Pasolini 

 Nel 1964 è un film di Pasolini intitolato

 “Il Vangelo secondo Matteo”.

 Il molti si scandalizzarono per il fatto che un poeta marxista avesse realizzato un film sul cristianesimo.Ma il Cuore dell' Italia e' ferito e sanguina ancora un' Ombra Oscura la avvolge e' l' ombra del consumismo dove tutti devono diventare merce e nessuno e' Anima. na vera autenticit' ma solo finzione e apparenza fanatica apparenza per la gente che ti guarda,
vivere nella paura di non ottenere l'approvazione pubblica.
Attenzione la Gente ti guarda ti giudica, ti esclude.
PASOLINI lo con previsto,

"non si rendono conto che la televisione forse e' ancora peggio della scuola dell'obbligo".

"Finche' l'uomo sfruttera l'uomo, fnche' il mondo sara' diviso in padroni e servi, non ci sara' ne ' normalita ' ne pace" il potere ha avuto bisogno di un tipo diverso di suddito
che fossa prima di tutto un consumatore."

Pier Paolo Pasolini.

e dipendere dall'approvazione pubblica Lo stesso Pasolini per dire di più prima:“Per concludere vorrei dire che il 'contrario' della religione non è il comunismo (che, benché abbia preso dalla tradizione borghese lo spirito laico e positivistico, è in fondo molto religioso); ma

 il 'contrario' della religione è il capitalismo

 (spietato, crudele, cinico, puramente materialistico, causa di sfruttamento dell'uomo sull'uomo, culla del culto del potere, covo orrendo del razzismo)”.Della recensione fatta da Moravia ricordo questo passo:“…è chiaro che la bontà di Gesù ha, in sede storica, un carattere paradossale e rivoluzionario, e che, nel momento stesso che Gesù disse: “Ama il tuo prossimo come te stesso”, egli disse qualche cosa che non era soltanto l 'epressione di un sentimento, ma soprattutto, rispetto al mondo di allora, qualcosa di oggettivamente sovvertitore. Per questo, Pasolini ha mirato a darci un Gesù duro, violento, iconoclasta, inflessibile, come appunto doveva apparire ai suoi contemporanei e non come appare oggi a noi che, com'è stato già detto, non possiamo non dichiararci tutti cristiani.Lo stesso Pasolini dice:

“La figura di Cristo dovrebbe avere la stessa violenza di una resistenza: qualcosa che contraddica radicalmente la vita come si sta configurando all'uomo moderno


L'ombra del consumismo


  “Il fascismo, non è stato comparabile in grado nemmeno di scalfire l'Anima del Popolo italiano:
il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre”.   Questa feroce critica di Pasolini al sistema consumista
e al totalitarismo massmediatico se al tempo poteva apparire esagerata, oggi è più che mai attuale, visto l'attuale dominio assoluto della società dell'immagine, la soceta' Narcisistica vacua di contenti e fasulla, farlocca.
Con la conseguente mercificazione totalizzante di tutti o quasi gli aspetti della vita.
La televisione infatti, dal fine pedagogico che gli veniva attribuito agli esordi, è fina con il diventare una vera e propria
“arma di distrazione di massa”,
con la priorità assoluta data solamente al semplice intrattenimento e con l'utilizzo di un'informazione volutamente manipolata e plasmata, al fine di condizionare sempre di più le scelte dei fruitori,
 oggi più che mai semplici “consumatori”.
  La società dell'immagine e la mercificazione di ogni aspetto della vita hanno oggi raggiunto il dominio assoluto, anestetizzando lo spirito critico di ciascun individuo. Il “secolarismo consumistico” che per primo con trasformato ogni individuo in adoratore del denaro e della materia, traslando il fine ultimo dell'esistenza da “essere” ad “avere”, è ormai stato soppiantato, aiutato dall'avvento dei social, da un 'omologazione ancora più marcante, capace di segnare tanto l'estetica quanto la coscienza più profonda di ognuno di noi.Pasolini e il consumismo. Piccoli Criminali Ecco cosa diventano i rampolli del ceto medio, del panettiere, del droghiere, del macellaio, e dell'operaio venduto al consumismo. Borghese. Ciò che l'operaio diventa appena gli se ne offre la minima opportunità. Esdra Pound  Gli schiavi felici sono i nemici più agguerriti della libertà.“ — Marie von Ebner-Eschenbach 


Egemonia Culturale



E' stato Gramsci a coniare questo termine per definire questa «direzione intellettuale e morale»da parte di un gruppo o di una classe che sia in grado di imporre ad altri gruppi, attraverso pratiche quotidiane e credenze condivise, i propri punti di vista fino alla loro interiorizzazione, la ( creazione di eggregore ) creando i presupposti per un complesso Sistema di Controllo( tutti fanno cosi' io faccio cosi' ) della classe media con la mentalita' egoistica e narcisista :" piccolo borghese " Luca 11:52 52Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito». E dunque non parliamo piu di Vips di Famiglie Potenti e Politici  ma l' EGEMONIA CULTURALE di una citta' e' fatta dai suoi cittadini quelli benestanti con la botteguccia , con l' aziendina , quelli che il Lavoro gli va bene .Quelli col carrello della spesa pieno . di piccole persone benestanti di cittadini col il minimo potere di acquisto che inorgogliti creano una mini dittatura in citta' , ostacolando altri cittadini meno fortunati , ignorando le emergenze sociali , provocando sdegno e odio, portando degrado ed ignoranza in citta' al fine di gongolare meglio e godendo dei mali altrui.Chiunque possiede una Vetrina in centro .  

Commercianti e Bottegai

Fornai ,  kebabbari, commercianti e bottegai ,

non solo notai ed avvocati o commendatori e professori ,

ma l'egemonia culturale è dettata 

da chi ha una bella posizione e lavora .

Solo che invece di Rendere Grazie al Padre

del lavoro che svolgono , e del benessere acquisito , mentre il loro conto in banca cresce , la loro animuccia si rimpiccolisce 

piccina piccio' fino a diventare 

 piccoli borghesi avidi e gretti.

ipocriti e farisei ,SEPOLCRI IMBIANCATI .Gente per Bene doppiomoralisti , pettegoli , bugiardi ,  guardoni , drogati , alcolizzati ,debosciati ma benestanti  Chiunque possiede una Vetrina in centro e non ha usato la sua VISIBILITA' per diffondere cultura e difendere la GIUSTIZIA SOCIALE , e pur avendo mille occasioni e opportunita' in piu del povero e non l' ha usata per fare il bene e il BENESSERE CHE DIO GLI HA DONATO e la vetrina in centro non l' ha usata per un SERVIZIO PUBBLICO ma solo per scopi egoistici , non puo' considerarsiFIGLIO DI DIO . Chiunque ha potuto frequentare la VITA SOCIALE L' aperitivo , la pizza , il bar con gli amici , la birra in piazza , le fiere e il cibo di strada ....chiunque ha potuto fare VITA SOCIALE e frequentare i migliori LOCALI e non ha speso una parola per la GIUSTIZIA SOCIALE per aiutare i propri amici in difficolta' i propri concittadini mostrando solidarieta' .....Non e' Figlio di Maria ..... 

 Lettera di Giacomo 4:17

 Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.






 
La Televisione
e l'Ombra Oscura che sembra brillare ...“Non si rendono conto che la Televisione forse è ancora peggio della
Scuola dell’Obbligo “.
Pier Paolo Pasolini."Finche' l'uomo sfrutterea' l'uomo, finche' l'umanita'
sara' divisa in Padroni e Servi ,non ci sara' ne' normalita' ne' PACE."
Pier Paolo Pasolini.“Il Potere ha avuto bisogno di un tipo diverso di suddito
che fosse prima di tutto un Consumatore”
Pier Paolo Pasolini

Pasolini lamentava di come grazie ai  programmi televisivi banali  da Giochi Senza Frontiere  a Mike buongiorno e Raffaella Carra'  la cosiddetta Tivù Spazzatura  i ‘“ceti medi” fossero radicalmente cambiati: i loro “valori positivi” erano scomparsi ma anche il tessuto sociale delle campagne e dei proletari si era sgretolato la Giustizia Sociale Evangelica ed i valori  della Devozione Popolare si involgariscono si rifugiano  una facciata ipocrita una maschera dietro cui avanza un nuovo degrado interiore .

 



Piccoli Criminali


Un Fallimento Educativo
La realtà è la seguente: i casi estremi di criminalità derivano da un ambiente criminaloide di massa.
Occorrono migliaia di casi come quelli della festicciola sadica del Circeo o di aggressività brutale per ragioni di traffico, perché si realizzino casi come quelli dei sadici pariolini o dei sadici di Torpingnattara. Quanto a me, lo dico ormai da qualche anno che l'universo popolare romano è universo "odioso". Lo dico con scandalo dei benpensanti; e soprattutto con scandalo dei benpensanti che non credono di esserlo. E ne ho anche indicato le ragioni (perdita da parte di giovani del popolo dei propri valori morali, cioè della propria cultura particolaristica, coi suoi schemi di comportamento eccetera). E a proposito, poi, di un universo criminaloide come quello popolare romano bisognerà dire che non valgono le consuete attenuanti populistiche: è necessario munirsi della stessa rigidità puritana e punitiva che siamo soliti sfoggiare contro le manifestazioni criminaloide dell'infima borghesia neofascista. Infatti i giovani proletari e sottoproletari romani appartengono ormai totalmente all'universo piccolo borghese: il modello piccolo borghese è stato loro definitivamente imposto, una volta per sempre. E i loro modelli concreti sono proprio quei piccoli borghesi idioti e feroci che essi, ai bei tempi, hanno tanto e così spiritosamente disprezzato come ridicole e ripugnanti nullità. Non per niente i seviziatori sottoproletari della ragazza di Cinecittà, usando di lei come di una "cosa", le dicevano: "Bada che ti facciamo quello che hanno fatto a Rosaria Lopez". La mia esperienza privata, quotidiana, esistenziale - che oppongo ancora una volta all'offensiva astrattezza e approssimazione dei giornalisti e dei politici che non vivono queste cose - m'insegna che non c'è più alcuna differenza vera nell'atteggiamento verso il reale e nel conseguente comportamento tra i borghesi dei Parioli e i sottoproletari delle borgate. La stessa enigmatica faccia sorridente e livida indica la loro imponderabilità morale (il loro essere sospesi tra la perdita di vecchi valori e la mancata acquisizione di nuovi: la totale mancanza di ogni opinione sulla propria "funzione").
Un'altra cosa che l'esperienza diretta m'insegna è che questo è un fenomeno totalmente italiano. Fa parte del conformismo, peraltro antiquato, dell'informazione italiana il consolarsi col fatto che anche negli altri Paesi esiste il problema della criminalità: esso esiste, è vero: ma si pone in un mondo dove le istituzioni borghesi restano solide ed efficienti, e continuano a offrire dunque una contropartita.
Che cos'è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall'ansia economica di esserlo? Che cos'è che ha trasformato le "masse" dei giovani in "masse" di criminaloidi? L'ho detto e ripetuto ormai decine di volte: 

una "seconda" rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la "prima":

 il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo "reale", trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c'è più scelta possibile tra male e bene. Donde l'ambiguità che caratterizza i criminali: e la loro ferocia, prodotta dall'assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore. 

Non c'è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c'è stata: la scelta dell'impietrimento, della mancanza di ogni pietà.
Pasolini

Infine apriamo la Bibbia e mediamo .

Ezechiele 34 : 17

Cosa dice il profeta del vecchio testamento?  

17 A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri. 18 Non vi basta pascolare in buone pasture, volete calpestare con i piedi il resto della vostra pastura; non vi basta bere acqua chiara, volete intorbidare con i piedi quella che resta. 19 Le mie pecore devono brucare ciò che i vostri piedi hanno calpestato e bere ciò che i vostri piedi hanno intorbidato. 20 Perciò dice il Signore Dio a loro riguardo: Ecco, io giudicherò fra pecora grassa e pecora magra. 21 Poiché voi avete spinto con il fianco e con le spalle e cozzato con le corna le più deboli fino a cacciarle e disperderle, 22 io salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di preda: farò giustizia fra pecora e pecora.


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